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Tour Pompei e Vesuvio

Gli Scavi di Pompei

Fondata dagli Osci presso la foce del Sarno, Pompei subì l'influsso delle colonie elleniche disseminate lungo la costa. Successivamente cadde sotto il dominio di Cuma alla quale la tolsero gli Etruschi, per essere infine occupata dai Sanniti verso la fine del V° secolo A.C. Prospero centro commerciale e culturale, fu assediata da Silla e da qui ebbe inizio il processo di romanizzazione che finì per distruggere i caratteri italici. Il 5 febbraio del 63 D.C. Pompei, che aveva allora circa 20.000 abitanti, fu devastata da un terremoto. Non era ancora stata completamente ricostruita quando, il 24 agosto del 79 D.C., fu distrutta da un eruzione del Vesuvio che la seppellì sotto uno spesso strato di cenere e di lapilli. Dove un'attiva città di mercanti e di traffici aveva vissuto tranquilla, qualche settimana dopo giaceva un mare di cenere che tutto aveva sepolto e schiacciato. La città dissepolta di Pompei costituisce uno dei centri archeologici più famosi e suggestivi dell'antichità, offrendo un eccezionale documentazione della vita di un centro romano in piena fioritura al momento della catastrofe e rimasto immutato attraverso i secoli sotto la coltre della più famosa eruzione del Vesuvio. I tre giorni di cataclisma fecero depositare su Pompei materiale eruttivo per uno spessore di 4 metri circa. Nuove sedimentazioni nascosero per la secoli la città sepolta fino alla primavera del 1748 quando, sotto il regno di Carlo di Borbone, l'ing. Alcubierre iniziò gli scavi che rivelarono solo nel 1763 la vera identità del luogo. L'esplorazione archeologica continuò ininterrotta ed in modo disordinato per duecento anni. Nel 1960 sono stati portati alla luce i tre quinti dell'area complessiva della città. L'itinerario attraversa i luoghi, le strade, le piazze, le case, le terme, i luoghi di culto ( i templi), i luoghi di perdizione (lupanare) e i teatri è da un'idea di come era la città prima dell'eruzione.

Vesuvio

Il monte Vesuvio è un vulcano attivo situato in Campania nel territorio dell'omonimo parco nazionale, istituito nel 1996, che si estende nei seguenti comuni : Boscoreale • Boscotrecase • Ercolano • Massa di Somma • Ottaviano • Pollena Trocchia • San Giuseppe Vesuviano • San Sebastiano al Vesuvio • Sant’Anastasìa • Somma Vesuviana • Terzigno • Torre del Greco • Trecase.
Si tratta di un vulcano particolarmente interessante per la sua storia e per la frequenza delle sue eruzioni. Fa parte del sistema montuoso Somma-Vesuvio. È situato leggermente all'interno della costa del golfo di Napoli, ad una decina di chilometri ad est del capoluogo campano. Il Vesuvio costituisce un colpo d'occhio di inconsueta bellezza nel panorama del golfo, specialmente se visto dal mare con la città sullo sfondo. Una celebre immagine da cartolina ripresa dalla collina di capo Posillipo lo ha fatto entrare di diritto nell'immaginario collettivo della città di Napoli, sebbene dagli abitanti del luogo sia considerato uno stereotipo al pari del celebre sole - mare - mandolino. Dalla fine degli anni `40 non si sono più avute sue eruzioni. Pur tuttavia, essendo il vulcano considerato in stato di quiescenza, alcuni interventi legislativi hanno individuato una zona rossa comprendente 18 comuni (quelli del Parco oltre a Cercola, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata); le amministrazioni di questi comuni hanno predisposto e devono tenere costantemente aggiornato un piano di evacuazione. I comuni, inoltre, mettono ciclicamente in atto delle sperimentazioni del piano al fine di esercitare la popolazione.

Il cratere

Negli ultimi cento anni il cratere è stato alterato completamente per cinque volte, a causa del crollo delle pareti interne e dei fenomeni vulcanici. Quando Sir William Hamilton ascese la montagna nel 1756, aveva non meno di tre crateri uno dentro l'altro. Il più esterno era molto largo. Al centro di questo ne sorgeva un secondo, più piccolo e stretto, all'interno del quale sorgeva il terzo, ancora più piccolo, ma più alto degli altri, dal quale usciva la maggior parte del vapore. Nel 1767 il cono più interno si fuse con il secondo, che si allargò notevolmente, e a causa di successive eruzioni la distanza tra questo e il più esterno venne annullata, cosicchè rimase un unico cono. Nel 1822 l'interno del vulcano venne spazzato via e le pareti crollarono, abbassandone l'altezza di parecchi metri. Ma all'interno della vasta apertura, iniziò presto a formarsi un nuovo cono, che spuntava oltre il bordo frastagliato del cratere. Questo cono è cresciuto col tempo grazie all'accumulo del materiale espulso, fino ad annullare la distanza con il bordo esterno del cratere. Da allora l'aspetto del cratere si è modificato altre due volte. L'aspetto tipico del cratere a riposo, è quello di un vasto bacino ovale vuoto, con pareti quasi perpendicolari, spezzate qua e là nella loro continuità, da larghe dighe formate dall'iniezione di materiale recente nelle fessure createsi in quelle precedentemente consolidate. Sotto le pareti perpendicolari è posto un ripido pendìo composto di ceneri fini e sabbia, che scende fino alla base del cratere ed è in gran parte quasi piatto. Il terreno è screpolato da numerose fessure, che durante la notte si vedono emanare un bagliore rossastro, dovuto al materiale caldo posto sotto di esse, e che fanno sembrare il terreno come coperto da una ragnatela. Dal fondo normalmente sorgono uno o due piccoli crateri di eruzione, che emettono continuamente fumi solforosi, e che a intervalli regolari, scaricano piogge di pietre incandescenti. La vista dalla cima è spettacolare, in contrasto con l'aspetto desolato dell'interno del cratere. Un'immagine realistica di come poteva apparire il Vesuvio prima della grande eruzione del 79 d.C. la si può avere al “Museo Archeologico Nazionale di Napoli” dove alla sezioine dedicata alla pitture provenienti dalle città archeologiche di Ercolano e Pompei, vi è un bel dipinto raffigurante Bacco e il Vesuvio dove si vede un monte appuntito che tradizionalmente viene identificato con il Vesuvio prima dell'eruzione che lo divise in due.

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